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sabato 3 agosto 2013

Roger Waters, The Wall Live Tour!

Sabato scorso ero a Roma, allo Stadio Olimpico, con oltre 50 mila persone, tutte lì per un unico, irripetibile evento: Roger Waters ed il suo The Wall Live Tour (chi non sa di cosa io stia parlando, si fustighi e si auto-elimini dalla faccia della Terra, per favore).
Storico album dei Pink Floyd uscito nel 1979, che Waters (ex-bassista e cantante del gruppo) ripropone in giro per il mondo con un concerto che di concerto ha poco e che in realtà è un vero e proprio spettacolo. Fuochi d'artificio, scenografie grandiose, immagini e oggetti volanti e colpi di scena di ogni tipo; il tutto mentre Waters, dall'alto dei suoi quasi 70 anni, corre da una parte all'altra del palco con un'energia strepitosa. 
La cosa che sinceramente ho apprezzato di più è stata l'assoluta puntualità di Waters nell'inziare il concerto: sul biglietto c'era scritto 21.15 ed alle 21.15 in punto si sono spente le luci e sono esplosi i fuochi d'artificio, mentre tra le urla isteriche della folla partivano le note di In The Flesh e Roger Waters saliva sul palco in tutta la sua magnificenza. La scaletta è stata quella dell'album in tutto e per tutto, presentata grazie anche all'aiuto di effetti speciali, come il famoso maiale volante dei Pink Floyd o pupazzi sospesi in aria; bellissimi i filmati e le immagini che scorrevano sugli schermi, in particolare le foto delle vittime della guerra, uno dei temi principali del concerto, insieme al consumismo, al degrado della società e soprattutto dei ranghi più alti che dovrebbero guidarci.


Questo è un video non mio dell'inizio del concerto, trovate il resto su YouTube. 
Vedere tutto questo dal vivo lascia davvero senza fiato, lacrime e brividi tutto il tempo e la consapevolezza di star assistendo ad un pezzo di storia è indescrivibile. E' stata un'emozione unica poter vedere Roger Waters dal vivo, come direbbero loro "life changing"!

mercoledì 19 settembre 2012

Viaggi, Roma.

Qualche settimana fa sono tornata a Roma con delle amiche. Una breve vacanza, meglio chiamarla fuga, per staccare un po' da tutto e tutti prima che ricominciasse la solita routine scuola-casa-casa-scuola.
Ad essere proprio sincera, e qui penso che molti non si troveranno d'accordo con me, Roma non mi fa impazzire. Non fraintendetemi, è una bellissima città, ma diciamo che non fa per me... Non mi ha rapito il cuore, ecco. 
Prima di tutto perchè è troppo caotica, frenetica ed a me la fretta non mi piace per niente. Piena di traffico, super affollata, tra il suono dei clacson e le urla della gente, non si può mai camminare davvero tranquilli. Non si può neanche andare in bici (cioé, si potrebbe, ma sarebbe una vera impresa!) ed io adoro le città dove invece é possibile girare con le biciclette, fanno tanto anni '20, non chiedetemi perché :) 
E' pur vero però che ovunque ti giri, vieni colpito da una bellezza immensa: chiese e mausolei, palazzi antichi e rovine, si affiancano agli edifici ed alle strade più moderne.
Roma è davvero culla della storia; ha il potere di farti sentire quasi fuori dal tempo, quelle dimostrazioni di potere e maestosità ti fanno sentire piccolo e fragile e nello stesso tempo ti rendono orgoglioso di appartenere ad un popolo che tanto ha saputo regalare alla storia. 
Guardare il tramonto dall'alto di Piazza di Spagna o poter ammirare il Tevere di notte, così come l'imponente sacralità del Vaticano, mi hanno lasciato una sensazione di melanconia quasi, una sorta di nostalgica tristezza per epoche mai vissute e sempre e solo sognate. 
Penso che poche città possano considerarsi delle meraviglie e Roma, nonostante tutte le sue contraddizioni ed incrongruenze, è decisamente una di queste.




Peccato, però, non aver mantenuto la grandiosità dei nostri antenati; non abbiamo imparato proprio niente da loro.